Sono quello che sono ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

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Sono quello che sono ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

Messaggio Da natyan27 il Mar Lug 21, 2015 8:47 am

Sono quello che sono

Leggono libri, ascoltano storie, immaginano mondi autocreati..
Sognano maestri illuminati che non si arrabbiano mai, che impartiscono benedizioni con la mano alzata come se nulla mai li toccasse...
E aspirano a diventare uguali ai loro stessi sogni...
Alla loro immaginazione limitata dalle fiabe che hanno letto e ascoltato...
Ma chi non si arrabbia proprio mai è una statua, un pezzo di marmo privo di sentimenti...
Si confondono... non hanno ben capito cosa intendesse l'antico Yoga...
Non intendeva soffocare la rabbia, bensì trascenderla, trasformarla, circoscriverla affinché non diventasse dannosa per nessuno...
E una rabbia repressa è dannosa per se stessi... e per gli altri... perchè prima o poi esploderà da qualche parte...
Nelle loro letture si sono immaginati illuminati sempre pacifici, silenziosi, benedicenti...
Ma questo è folklore non realistico...
Nisargadatta urlava come un forsennato quando vedeva i ricercatori rispondere frettolosamente senza aver ponderato...
Vivekananda prese per il bavero un inglese minacciando di buttarlo in mare quando, durante un viaggio in nave, lo sentì offendere la propria amata patria India...
Babaji di Haidakan fulminava con lo sguardo e ogni tanto schiaffeggiava addirittura qualcuno quando dimostrava di non essere presente...
Perfino Ramakrishna una volta arrivò a tanto...
Per non parlare dei Maestri Zen... che sono di una severità militaresca...
Ma leggono libri e ascoltano storie... immaginano la pace assoluta come qualcosa che liberi totalmente dalla rabbia biologica...
Non è così...
Non a questo aspira lo Yoga...
Non a statue amorfe... senza la capacità di lottare e reagire contro le ingiustizie...
Non a reprimere... soffocare... deglutire con l'acidità dei pensieri...
Bensì il non attaccamento... il non attaccarsi nemmeno alla rabbia...
Perciò una rabbia che sia come la scrittura sull'acqua..
Una rabbia così... appena la scrivi... scompare...
Non rimane rancore... non coltiva risentimento...
Molto meglio una sana urlata che poi non porta con se nessun astio...
Piuttosto che un finto silenzio... che trascina con sé un rancore da covare per lungo tempo...
Perché si sa...
Restare attaccati al rancore e al risentimento e' come ingoiare veleno nella speranza che sia l'altro a morire...
Perciò il mistico Yoga non era così ingenuo da pensare che la liberazione fosse un evento magico che andasse contro la natura della cose e la sua biologia...
Un essere che non provi rabbia è un essere incapace di combattere contro il dolore del mondo... non lo vedrebbe nemmeno... e non sentirebbe in se stesso nessuna compassione e nessun desiderio di aiutarlo a liberarsi dalla sofferenza...
Non esiste solo il bianco...
Non sarebbe possibile vederlo se non esistesse anche il nero...
Ecco perché sono quello che sono...
Senza il timore di esprimere me stesso in tutti i colori che mi sono possibili e che emergono di volta in volta...

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