RITI E MEDITAZIONI FORZATE (Yoga Reiki PNF Studio Gayatri Monza natyan)

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RITI E MEDITAZIONI FORZATE (Yoga Reiki PNF Studio Gayatri Monza natyan)

Messaggio Da natyan27 il Mar Lug 21, 2015 11:05 am

RITI E MEDITAZIONI FORZATE

Krishnamurti

Riflettendo tra la gente….
“La mente trova forza e sicurezza in schemi religiosi e politici, ed è proprio questo che dà base e resistenza alle organizzazioni. Ci sono sempre i duri a morire…e le nuove reclute. Costoro mantengono le organizzazioni, coi loro investimenti e proprietà, in funzione; e la potenza e il prestigio delle organizzazioni attraggono coloro che adorano il successo e la saggezza mondana. Quando la mente si accorge che gli antichi schemi non sono più soddisfacenti e vitalizzanti, si converte ad altri dogmi e altre fedi, di maggior conforto e dispensatrici di nuove energie. Ovviamente, i riti offrono ai partecipanti un’atmosfera in cui essi si trovano a loro agio. Tanto i riti collettivi quanto quelli individuali danno una certa serenità alla mente. Offrono un contrasto vitale col tedio e la monotonia della vita quotidiana. C’è una certa quantità di bellezza e di ordine nelle cerimonie, ma fondamentalmente non sono che degli eccitanti; e come tutti gli eccitanti, in breve, ottundono la mente e il Cuore. I riti divengono abitudini, divengono una necessità, e non se ne può più fare a meno. Questa necessità è considerata una rinascita spirituale, un raduno delle forze necessarie per affrontare la vita, una meditazione quotidiana o settimanale e così via. Ma se si osserva più attentamente questo processo si vedrà che i riti sono una vana ripetizione, la quale offre un’evasione mirabile e decente dalla conoscenza di sé. Senza conoscenza di sé, l’azione conta ben poco. La ripetizione di canti sacri, inni, e litanie, di parole e frasi, fa dormire la mente, anche se di primo acchito sembra abbastanza stimolante. In questo stato di assopimento si verificano delle esperienze, ma non sono che proiezioni di se stesse. Per edificanti che siano, queste esperienze sono illusorie. La sperimentazione della realtà non viene in essere mediante nessuna ripetizione, mediante nessuna pratica. La Verità non è un fine, un risultato, una méta. Non la si può inventare, perché non è un oggetto della mente”.

Natyan commenta:

Vedo molte persone che si sforzano in Pratiche Meditative pesanti. Avevano iniziato a meditare per ottenere Pace e Felicità. Costringendosi a meditare per ore, anche se non ne hanno voglia, soffrono…e come masochisti senza sosta, si dimenticano dello scopo per cui avevano cominciato. Le tecniche e le pratiche diventano perciò più importanti del loro benessere. Diventano un altro impegno, un altro dovere tra i tanti che già devono sopportare.

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