La nostra Vera Natura ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

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La nostra Vera Natura ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

Messaggio Da natyan27 il Mar Lug 21, 2015 5:08 pm

IL MIRACOLO DI ESISTERE Vol. Due
Dialoghi con natyan
Capitolo due

La nostra Vera Natura

Domanda: Hai appena detto che prima di tutto dovrei avere l’obiettivo di cercare di capire da dove partono le mie domande. Dovrei cercare innanzitutto di sapere chi sono io, piuttosto che indagare su quel che tu sei. A che scopo esattamente?
natyan: Se non conosci in che modo è strutturata la tua mente rischi pericolosamente di incappare in una mente molto più ingegnosamente strutturata della tua con la naturale conseguenza di essere ingannato.
Prova a guardarti intorno, non ti sembra strano che, nel terzo millennio, ci sia ancora così tanta gente che crede alle storie più strampalate e inverosimili?
E con questo non mi riferisco alla povera gente che non ha avuto modo di studiare, di leggere, di viaggiare e di incontrare quindi ideologie diverse. Al contrario, mi riferisco proprio a coloro che hanno alle spalle una buona cultura, lauree, diplomi, capacità intellettive nella media, a persone, quindi, alle quali basterebbe fare anche un minimo uso della ragione per non cadere intrappolate nelle speculazioni economiche e psichedeliche della new-age americana o di qualunque tipo di setta, nel senso ovviamente negativo del termine.
Secondo te, come può accadere che degli esseri umani che abbiano avuto addirittura la capacità di conseguire una laurea possano essere assoggettati alle più banali superstizioni?
Perciò, quando parlo di struttura della mente e ne indico una che sia ingegnosamente conformata non intendo di certo riferirmi a qualcuno che abbia studiato più di un altro, giacché un qualsiasi ignorante, che si metta a fare lo stregone possedendo solamente la licenza elementare, può essere in grado di mettere in ginocchio un intellettuale usando le armi della paura e i sotterfugi psicologici di antiche credenze ormai collaudate nei secoli.
E vuoi sapere perché? E’ semplice, molto più semplice di quel che si possa credere.
Il nostro cervello, evolutosi in milioni di anni attraverso gli istinti biologici, solo da pochissimo tempo ha iniziato a sviluppare la sua parte raziocinante e logica, con la conseguenza che le aree cerebrali destinate alle reazioni istintive sono ancora di gran lunga più ampie rispetto a quelle destinate alla ragione.
Cosa possiamo dedurre da tutto questo?
Possiamo ricavarne che il nostro bisogno di sopravvivenza e le nostre paure, quindi, di non riuscire a sopravvivere, mettono in moto nel nostro cervello meccanismi molto più veloci rispetto a quelli della razionalità. Da ciò ne consegue che anche un plurilaureato, di fronte a qualcuno che gli faccia paura o che gli prometta un potere, o una sicurezza maggiore di sopravvivenza, può cadere vittima di una propria reazione automatica istintiva, senza avere la forza di contrastarla per mezzo della ragione. Questo è il motivo per cui insisto tanto sul chiederti prima di tutto chi sei tu. Devi essere in grado di osservare con estrema lucidità quali siano i tuoi costanti bisogni e le tue infinite paure. Solo in questo, modo quando porrai una domanda, saprai riconoscere da dove essa provenga, quale sia la sua radice primaria, e quando avrai conosciuto la radice del problema, potrai finalmente riconoscere il problema stesso che si nasconde dietro alla tua domanda e quindi risolverlo.
Un giorno venne da me un tale che era parecchio affranto e disperato. Mi disse: “Sono sul cammino spirituale da tanti anni, ho girato a destra e a manca per cercare risposte sull’esistenza, per poterle dare un senso. Dapprima ho abbandonato la cultura cattolica e sono finito nei Testimoni di Geova. Dopo essermi liberato da quel gruppo settaristico ho incominciato a leggere e studiare le scritture orientali e mi sono messo nuovamente a pregare, meditare, recitare migliaia di Mantra ed ho frequentato per un certo periodo di tempo anche gli Hare Krishna. Slegatomi dalla setta orientalista ho provato ad applicare il “Fai da te” della crescita personale ed ho girovagato incontrando guaritori di ogni genere e specie, medium, ufologi, maestri dell’ipnosi che sostenevano di possedere la capacità di leggere le vite precedenti, gli gnostici, i seguaci degli atlantidei di cui non ricordo più nemmeno il nome e chi più ne ha più ne metta. Il risultato finale è stato straziante e deprimente. Mi sono sentito letteralmente preso in giro da tutti. Nessuno dei guru incontrati aveva a cuore il mio benessere quanto piuttosto il mio portafoglio o la mia adorazione nei loro confronti. Mi sono sentito sfruttato, umiliato, preso in giro come forse nel mondo “normale” non mi sarebbe mai successo e ora ho solo una gran voglia di buttare all’aria tutto, di farmi i cazzi miei, di pensare solo a me stesso e di mandare a farsi fottere tutti coloro che mi propongono le nuove strategie degli angeli custodi, degli spiriti guida, delle anime gemelle, dei bambini indaco e dei nuovi stratagemmi che il mercato spirituale sforna ogni giorno a getto continuo, fino al punto da provare un senso di nausea e vomito al solo leggerli da qualche parte”.
Ti sembrerà strano, ma non si trattava di uno sprovveduto qualunque poiché era laureato in ingegneria.
Vorrei soffermarmi ora su un aspetto da lui enunciato di cui, però, non si era ancora minimamente accorto.
Lui disse: “Mi sono sentito preso in giro e sfruttato!”
Ma chi lo aveva ingannato in realtà? Da chi era stato sfruttato realmente?
Se analizziamo la cosa con maggior profondità possiamo scoprire che il suo bisogno di ottenere prima la salvezza o il paradiso e la liberazione o la cosiddetta illuminazione poi, lo avevano portato a farsi imbrogliare. Nessuno lo aveva ingannato più di quanto lui aveva ingannato se stesso.
Cercava poteri paranormali, inseguiva la perfezione spirituale, voleva fuggire dalla paura della morte e dell’inferno, dalle ansietà che lo tormentavano, in poche parole voleva affidare a qualcuno la possibilità di essere trasformato in una specie di eroe spirituale.
Evidentemente non si piaceva per quello che era e voleva diventare qualcosa di diverso, qualcuno di importante , un essere che agli occhi del mondo sarebbe stato finalmente ammirato e apprezzato. Non voleva vivere nelle incertezze e nell’insicurezza dell’esistenza e cercava rifugio prima in una religione poi in un’altra, prima in un’ideologia ufologica e poi in un’altra atlantidea ma qualunque paradiso avesse voluto ottenere e da qualunque inferno fosse voluto scappare non si accorgeva minimamente che era se stesso che ricercava ed era da se stesso che voleva fuggire.
Ad ingannarlo non furono gli altri bensì la sua sete di potere e proprio quelle sue paure che gli altri avevano saputo leggere, pur non avendo studiato granché, e sfruttare. Ma dimmi, posso ingannarti vendendoti la capacità di levitare, leggere l’aura o fare viaggi astrali se tu non desideri prima di tutto ottenere questi poteri?
E se desideri le paranormalità suddette qual è quella cosa che te le fa desiderare? Sei sicuro di conoscerla, oppure menti a te stesso senza sapere o meno di mentirti?
Ne ho sentite tante: “Voglio aiutare il mondo! Voglio aiutare gli altri!” Ma sai veramente cosa si nasconde tra le mentite spoglie di quelle esclamazioni?
Non trovi strano che sempre più persone dichiarino di desiderare le stesse cose?
Siamo diventati tutti così tanto altruisti? E lo siamo diventati così tanto da voler manifestare tutto il nostro altruismo imparando a guarire la gente con un corso di soli due giorni?
Non stridono forse le due cose? Voglio diventare altruista in due giorni! Ti pagherò profumatamente per ottenere ciò che voglio! E questo lo chiamiamo sfruttamento da parte degli altri?
Medici, psicologi e psicanalisti studiano anni e anni, di giorno e di notte, per imparare ad aiutare qualcuno, sacrificando tantissimo del loro tempo libero, dei propri spazi e della propria vita e poi che cosa ci tocca vedere? Che casalinghe insoddisfatte della loro condizione familiare, che ingegneri, idraulici, muratori, camionisti, impiegate, commesse o disoccupati e precari di ogni genere, tutto ad un tratto, per “aiutare” gli altri, vogliono diventare nel giro di pochi giorni guaritori, guru, medium, contattisti ufologi, canalizzatori di energia, veggenti, sciamani, cartomanti, chiromanti e così via. E tutto per aiutare gli altri, mi capisci? E se un giorno, dopo aver speso un sacco di soldi senza aver ottenuto nessuno dei poteri che gli erano stati promessi si sentiranno delusi, urleranno: “Siamo stati ingannati! Siamo stati sfruttati! Siamo stati presi in giro da tutti!
Amico mio, lo ribadisco, non c’è nessuno che ti possa ingannare così tanto quanto te stesso.
Per evitare, però, di essere imbrogliato dal tuo stesso io, ti devi mettere a nudo come un bambino appena nato, senza paura di mostrare, né a te stesso né agli altri, la tua nudità.
Vuoi un paradiso a buon mercato? Vuoi una bacchetta magica che risolva tutti i problemi del mondo? Vuoi un lasciapassare da ottenere senza alcun sacrificio che non sia quello di spendere dei soldi per un corso accelerato da guaritore supersonico?
Con l’accozzaglia di bisogni e di paure che ti ritrovi addosso e con il desiderio di risolvere tutto con un colpo strategico alla Harry Potter come speri di non essere prima o poi imbrogliato, fosse anche da un ciarlatano illetterato?
Ecco per quale motivo ti rigiro la domanda: “Non chiedermi chi sono io ma piuttosto domandati chi sei tu e cosa ti spinge a farmi quella domanda”. E in più, sai cosa ti dico? Che l’ingegnere di cui ti ho parlato è stato più e più volte allertato da amici e parenti che avevano la semplicità nel cuore: “Ma in che razza di percorsi ti stai mettendo? Ma non lo vedi che sono tutte prese in giro? Ma come fai a credere a tutte le fandonie che ti raccontano”?
Non c’era verso, quell’uomo aveva bisogno di illudersi, di essere ingannato, di credere che esistessero delle facili soluzioni ai suoi bisogni di certezze e sicurezze e ai suoi desideri di grandezza, per cui, chiunque solo osasse avvisarlo del pericolo psicologico a cui andava incontro, era considerato da esso stesso un nemico. Si offendeva: “Ma come vi permettete? Pensate forse che io non sappia badare a me stesso? Credete che non saprei riconoscere un ciarlatano qualora ne incontrassi uno?”
Dicono tutti così!
Peccato che avesse studiato tanto tranne che se stesso, altrimenti avrebbe reagito in modo ben diverso alle attenzioni premurose dei suoi amici e non avrebbe finito per cadere nelle innumerevoli trappole degli speculatori della psiche umana.
Ogni tanto qualcuno mi chiede: “Ma se io non avessi fatto tutti quei percorsi fallaci ora non avrei questa consapevolezza e questa mia stessa maturità, quindi è stato un bene che, nonostante gli imbrogli, io ci sia passato attraverso!?”
Oh certamente è così, ma dimmi, se hai la possibilità di prendere un treno che viaggi in modo diretto da Milano a Roma, per quale motivo prenderne un altro che fa scalo prima a Genova, poi ad Alessandria, poi a Torino, poi a Firenze e infine, dopo altre innumerevoli fermate con conseguenti sali e scendi arrivare a Roma?
La verità è che preferendo bugie di comodo, piuttosto che verità scomode non si viene minimamente a conoscenza dell’opportunità di avere un mezzo che viaggi dritto dritto alla meta piuttosto che correre il rischio di girovagare all’infinito senza arrivare da nessuna parte.
I bisogni e le paure mettono in moto reazioni istintive che hanno la caratteristica di poter essere protratte nel tempo causando una cecità costante.
Inoltre, esiste dentro di noi un automatismo interiore (che in psicologia viene chiamato principio di coerenza) il quale è capace di bloccarci di fronte a un possibile cambiamento di vedute per il semplice fatto che non amiamo apparire incoerenti di fronte alla gente, soprattutto ad amici, familiari e conoscenti. A causa di questo condizionamento, anche se avvertiamo che il percorso che abbiamo scelto (bello o brutto che sia) non fa più per noi, se a lungo lo abbiamo lodato agli occhi delle persone a noi più care, non avremo, consciamente o inconsciamente, il coraggio di abbandonarlo per il timore di essere giudicati incoerenti e per l’orgoglio che ci impedisce di ammettere con spontanea sincerità: “Mi ero sbagliato!”
Cosa ti importa quindi sapere chi sono io? Prendi da me quel che ti piace e ti fa sentire leggero e butta al vento il resto, e fai così con tutti, senza necessariamente chiederti se siano illuminati o meno, se siano santi o imbroglioni, se abbiano solo virtù o anche difetti giacché tutta questa roba è mera illusione e in verità ciò che ti serve è solo quello che ti può essere realmente utile, e l’utilità deriva dal risultato che ottieni da una cosa più che dal saper chi è colui che te l’ha donata.
Rivolgendo a te stesso la domanda “Chi sono io?” puoi finalmente scoprire la tua Vera Natura.
Chi sei tu? Sei i tuoi bisogni? Sei le tue paure?  Oppure queste due cose puoi imparare ad osservarle in modo distaccato? Se riesci ad osservarle in modo distaccato puoi tenerti stretti solo i bisogni necessari alla tua serenità e leggerezza e aggrapparti solo a quelle paure strettamente biologiche necessarie alla tua sopravvivenza, senza che queste ultime diventino disagevoli ansietà o nevrosi angosciose ed angoscianti.
Non possiamo eliminare tutti i nostri bisogni, sarebbe disumano, ma possiamo imparare a mantenere solo quelli che ci permettono un quieto vivere.
Non dobbiamo eliminare tutte le nostre paure perché se così fosse rischieremmo di gettarci senza timore nel fuoco o da un dirupo con le inevitabili conseguenze del caso, ma possiamo trattenere in noi quei minimi timori necessari ad evitarci di finire nei guai.
Scopri perciò quale sia la tua Vera Natura imparando piano piano ad eliminare tutti quei condizionamenti che ti hanno fatto credere di essere qualcosa di diverso da quello che in realtà tu sei.
Se dovessi esprimere in un breve concetto che cosa sia la ricerca spirituale le darei questo titolo: “Giù le maschere!”

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