Guru e Maestri ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

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Guru e Maestri ( Yoga Reiki Studio Gayatri Monza natyan )

Messaggio Da natyan27 il Mar Lug 21, 2015 5:16 pm

IL MIRACOLO DI ESISTERE Vol Due
Dialoghi con natyan

Capitolo Quattro

Guru e Maestri

Domanda: Se tu dovessi dare una definizione chiara e precisa che spieghi il significato del ruolo di un Maestro, in che modo la esprimeresti?

natyan: Qui mi metti duramente alla prova. L'argomento è così vasto e ampio che non saprei proprio da che parte cominciare.
Potrei partire per esempio con il dirti che maestro significa approssimativamente "il più grande fortunato... sfigato".
Ti stupisce la cosa eh?
Eppure è così, poiché il ruolo del maestro si trova spesso ad un bivio, nel bel mezzo di situazioni intricate dove da una parte si ricevono un sacco di lodi, complimenti e soddisfazioni e dall'altra invettive, offese, mugugni e calunnie.
Non importa che il maestro sia una brava guida oppure no, quello che succederà inevitabilmente sarà, che  da un lato verrà preso come oggetto di idolatria e venerazione, e dall'altro diventerà un vero e proprio bersaglio su cui scagliare le proprie frustrazioni, il piacere di fare del pettegolezzo e su cui scaricare tutte le colpe dei propri fallimenti esistenziali.
Nessun maestro sfugge a questa regola che sembra essere segnata da un fortunato, e al tempo stesso, crudele destino.
Di questo, però, ne parlerò più avanti. Ora cercheremo insieme di definire quale sia l'effettivo ruolo di un maestro.
Prima di tutto il suo scopo deve essere quello di avere a cuore il tuo benessere.
Tu devi essere per lui più importante di ciò che lui stesso insegna.
Che cosa intendo dire?
Voglio dire semplicemente che il guru di turno non deve essere tanto interessato a fare sì che tu metta in pratica i suoi insegnamenti, quanto invece a cercare di capire quali insegnamenti potrebbero essere più adatti a fare in modo che tu possa migliorare la tua vita, la tua esistenza, il tuo piacere di stare al mondo.
Ai nostri tempi capita spesso, che il guru, sia più che altro intenzionato a vendere il proprio prodotto, piuttosto che a cercare di far vivere meglio la gente.
Come puoi fare per capirlo? Lo vuoi proprio sapere?
Anche questo è facile.
Lo sentirai ripetere fino all'ossessione il nome della pratica che insegna e i risultati che ha ottenuto (veri o presunti che siano) attraverso di essa.
Quindi... io e la mia tecnica... io e la mia pratica... io e la mia tecnica... a te che ora prendi nota di quanto ti riferisco ti basterà sostituire i termini tecnica o pratica con i nomi delle tante (tecniche o pratiche appunto) che puoi trovare al supermercato delle guarigioni impossibili.
Il maestro ripeterà spesso "Io ho fatto questo! Io ho fatto quello! Il mio Reiki (o il mioTheta Healing, o il mio Shiatsu, la mia Reflessologia, il mio Kundalini Yoga, ripeto, vi basterà sovrapporre ai termini tecnica o pratica qualunque nome dell'insegnamento impartito dal guru incontrato) saranno vocaboli pedantemente ripetuti con lo scopo di voler convincere, che loro, con le loro tecniche, possono risolvere tutti i malanni, fisici o mentali che siano, rivelando invece, ahimè, il loro stesso stato ansioso patologico,.
Ti puoi accorgere da solo che quando ti vogliono vendere un prodotto non fanno altro che tempestarti con il nome del prodotto stesso non è vero?
Non vi è nessuna differenza, quindi, tra un bene di consumo materiale e un altro di carattere spirituale.
Il Maestro che sia interessato a te lo riconosci invece per il fatto che non passa il tempo a vantarsi dei suoi successi e nemmeno a propagandare ad ogni battuta la propria tecnica. Sarà piuttosto interessato a parlare di te, a conoscerti, a cercare di capire quale sia la strada più adatta al tuo scopo, anche se non è quella che necessariamente insegna lui stesso.
Per un vero Guru sei tu l'interesse maggiore. Desidera che tu stia bene. Con che cosa? Con il suo insegnamento, se anche tu pensi che possa esserti utile, o con l'insegnamento di un altro se credi che ciò che ha da offrirti lui non sia adatto alla tua natura, alle tue attitudini caratteriali o al tuo scopo.
Amerà vederti sorridere, vederti più leggero, più semplice e più spontaneo, indipendentemente dal metodo usato, perché il fulcro sei tu e non ciò che insegna.
E' difficile dare una definizione chiara e precisa perché l'argomento è vastissimo ma è abbastanza facile mettere insieme le caratteristiche che delineano la figura di un vero Maestro.
Se intendi invece Maestro a livello devozionale, allora una risposta, per nulla sintetica bada bene, la potrai trovare nel mio libro "Guru e Discepolo un Amore al di sopra di tutto" ecco, lo vedi? Mi sono fatto già una bella propaganda! Scherzo, è solo che non potrei certo trattare anche qui un argomento che ho già ampiamente spiegato da un'altra parte. Ammettiamo il caso che tu abbia già letto quel libro, che cosa mai mi diresti?" Ehi guarda che non ho comprato questo testo per sentirmi ripetere le stesse cose che hai scritto da un'altra parte!" E avresti ragione. Se invece non l'hai ancora letto e desideri conoscere in modo approfondito l'argomento, beh, ti ho solo informato che ho già provveduto a dare ampie delucidazioni in merito, e che ora sai dove trovarle. Che fai? Compri o non compri? Sono astuto eh?! Credevi che ti avessi dato un'informazione totalmente altruistica vero? Beh, ti sei sbagliato, nessuno fa qualcosa in modo integralmente generoso, nemmeno il più grande dei Maestri, perciò, nemmeno io. Oddio non avrai pensato che ora mi sia annoverato nella categoria dei grandi Guru vero? Se lo hai pensato, ebbene, mi dispiace dirti che... sì... lo sono!
Tralasciando gli scherzi, non ti aspettare mai che un Guru sia completamente altruista, sarebbe disumano. Anche lui gongola quando riesce a far felice qualcuno, la differenza, rispetto agli altri, è che non si esalta. E' abituato così tanto alle lodi, che sa perfettamente che prima o poi gli arriverà anche una "mazzata dispregiativa" magari dalle stesse persone che poco tempo prima lo avevano osannato.
Un detto Sufi così recita: "Non uno a cui abbia insegnato l'arte di tirar con l'arco, che poi non l'abbia usata contro di me!"
Tu sai perfettamente che ho come primo principio la libertà di pensiero, che non mi considero affatto un Maestro (e che se vengo denominato come tale è solo per la grazia di chi ama chiamarmi in questo modo e cosa dovrei fare, ammazzarli solo per questo?) che si può obiettare qualunque cosa io dica purché ovviamente non si insista con qualunque mezzo per farmi cambiar parere quando non ne ho voglia (santo cielo, credo di essere l'unico guru che lascia a tutti la libertà di pensare quel che gli pare ma che in cambio di ciò venga io stesso tormentato perché non mi si vorrebbe lasciar pensare quel che invece pare a me!) insomma, ho creato un ambiente che non è nemmeno lontanamente simile ad una setta lava cervelli.
Eppure, vuoi sapere che cosa si dice in giro in certi ambienti del sottoscritto?
Vuoi che ti faccia un bell'elenco di modo che se vorrai risparmiare un po' di fiato e un giorno criticarmi anche tu, anziché far la fatica di dirmene di ogni ti basterà urlarmi di andare a pagina tot del mio libro, che ci troverò tutto quel che pensi di me?
Apri bene le orecchie e prendi appunti se vuoi.
La prima accusa.
Siccome sono bravo nella comunicazione lavo i cervelli delle persone e ho sempre ragione anche quando ho torto.
Questo succede quando espongo una teoria che condivido, o rifiuto una tesi a cui sono contrario. Mi raccomando, prendi nota perché ti servirà nella vita.
Sono cose che capiteranno certamente anche a te, sia che tu sia o non sia un maestro.
Quando condividi un pensiero inizia sempre con "secondo me" poiché questa premessa dimostra all'interlocutore che non possiedi nessuna verità assoluta e che quello che stai per esprimere è solo una tua opinione. Bada bene, è raro trovare persone che quando si confrontano partano dallo stesso presupposto. Di solito dicono: "Questa cosa è giusta! Quest'altra è sbagliata!" non conoscendo affatto la differenza tra verità ed opinione.
Nonostante ciò, pur se tu la conosci bene e la metti per inciso come presupposto, se dall'altra parte non riusciranno a convincerti delle loro ragioni, tu sarai solo un "tiranno" che vuole sempre avere ragione e che non ti sei lasciato convincere, non tanto perché l'interlocutore non ha saputo portare prove concrete che rivelassero la fondatezza della propria teoria, bensì perché sei bravo, con la dialettica e l'oratoria a darla da bere agli ascoltatori.
Io non possiedo nessuna verità assoluta ma è chiaro che, se qualcuno vuole convincermi di averne una, pretendo che mi venga dimostrata e che, se il mio interlocutore  non ci  riesce con la logica, si tenga pure il proprio pensiero che io mi tengo il mio.
Macché! Meglio non parlare con il sottoscritto perché tanto voglio sempre aver ragione! Che per me invece fa rima con il non voler passar gratuitamente da...   credulone... via... non fatemi dire altro, oggi sono in buona.
La seconda condanna.
Sono un pervertito perché sono in favore dell'amore libero, tanto da aver scritto anche un libro dove lo difendo, a spada tratta, in un confronto cartaceo (anche in audio libro in verità) con la carissima avvocatessa, nonché insegnante di Yoga, Jotyr.
Attenzione ragazzi, mi sono ancora fatto propaganda, state attenti che adopero strumenti subdoli! Mamma mia che paura! Santo cielo, informo, e ho molta fiducia nella vostra intelligenza e capacità di non farvi influenzare facilmente, confidando anche sul fatto che saprete sicuramente da voi stessi se l'argomento vi piacerà a tal punto da volerlo verificare o meno.
In India, ancora oggi, la maggior parte dei matrimoni vengono combinati dai genitori e forse la cosa vi stupirà, ma anche da noi, in occidente, ciò avveniva fino al millenovecento inoltrato. Era utopistico pensare che un giorno le coppie si sarebbero formate e poi sposate per mezzo dell'innamoramento reciproco.
Eppure succede.
Quello che era utopistico agli albori del millenovecento oggi non lo è più.
Sarò pur libero di pensare che quello che è utopistico oggi, un giorno non lo sarà più?
Fino a poco tempo fa era considerato un grave peccato sposarsi senza il consenso dei genitori, oggi potremmo esclamare che è un vero peccato sposarsi senza essersi naturalmente innamorati. E che razza di peccato non sposarsi, solo perché i genitori non lo vorrebbero!
Posso quindi pensare che in futuro le coppie potranno essere più libere rispetto ad oggi?
E' così perverso un pensiero del genere?
Come diceva quel tale: "Sono così avanti che se mi volto indietro vedo il futuro!"
Non è mica un delitto cercare di buttare lo sguardo oltre i confini dei nostri condizionamenti, ma a quanto pare qualcuno pretenderebbe che un maestro (e ribadisco che io comunque non mi adeguo a tale appellativo) debba essere standardizzato, rispondente ai requisiti salubri della società, perfettamente allineato al modus vivendi della maggioranza e magari, già che ci siamo, anche casto, visto che è una condizione ottemperata da alcuni guru orientali e che si vuole rendere gli altri simili alle immagini stereotipate dei libri che si sono letti.
Sono single e sono quello che sono; ognuno sia quello che desidera essere.
Questo è il mio primo comandamento. Il secondo? Mi spiace, ho già finito le tavole e non ho più pietra e ancor meno l'intenzione di cercarla.
Ogni tanto sorrido. Vogliono imparare da me come poter buttare giù le maschere, ma poi pretenderebbero che le indossi io.
Non mi stancherò mai di ripetere che la vera conquista è riuscire ad essere il più se stessi possibile. Io non cerco di cambiare nessuno, nessuno cerchi di cambiare me, che se ho voglia di cambiare ve lo vengo a dire io va bene?
Non è uno sfogo. So perfettamente che è quel che nel vostro piccolo accade anche a voi. Ebbene, difendetevi, vi conviene!
Devo andare avanti con la lista delle accuse?
Ma no dai, finirei per sembrare di voler fare la vittima, ma vi assicuro che me ne arrivano molte. Se mi arrabbio (non importa se giustamente o meno) salta fuori quello che dice: "Guardalo lì quello che insegna a non avere le aspettative!" come se invece quando condivido nei corsi Reiki questa possibile opportunità mai mi sono sognato di dire che io abbia raggiunto uno stato di totale distacco, al contrario, inizio ogni corso debuttando con: "Ragazzi, mi spiace molto, non sono un super eroe, come tutti voi sbaglio, inciampo e cado, e quel che condividerò insieme a voi è un modo come un altro per imparare a prenderci tutti per mano e aiutarci vicendevolmente a stare in piedi o a rialzarci se siamo caduti!"
Se solo mi azzardo a combattere a denti stretti un'ingiustizia subita da chi si è lasciato turlupinare da qualche fantomatico ciarlatano portato allo scoperto, mi sento dire: "Eccolo qui quello che insegna ad amare! Va come si comporta! Come si agita e come offende!" Secondo alcuni, a quanto pare, fare arrestare un ladro è un atto di disamore. Ohhh certamente non è amore nei confronti del ladro, ma in relazione alla persona derubata che cos'è?
Rinunciatevi ragazzi, non c'è verso a questo mondo di fare solo del bene perché ogni medaglia ha il suo rovescio.
Ritornando perciò alla definizione di Maestro potrei dire che è colui che, muovendo tante cose buone da un lato, farà un sacco di male dall'altra parte.
Solo chi non prende posizione non fa né bene, né male.
Rimane lì, amorfo e apatico.
Ma se ti prendi un impegno, una responsabilità, inevitabilmente sarai contemporaneamente osannato e lapidato.
E' una legge a cui non si può sfuggire.
Più gli allievi creano aspettative su di te, e più, nel momento che ne cade anche solo qualcuna, diventano i tuoi peggiori persecutori.
La letteratura Sufi è piena di tali episodi.
Ti sei chiesto perché l'essere umano ha creato dei e divinità a propria immagine e somiglianza?
Perché ad un Dio invisibile puoi sovrapporre tutti gli attributi che preferisci.
E' sempre dalla tua parte.
Supponiamo che Roberto e Francesco litighino di brutto fra di loro.
Sia Roberto che Francesco penseranno che Dio farà loro giustizia, infatti entrambi penseranno: "Ehhh se esiste una giustizia divina vedrai cosa ti capiterà!"
Entrambi, con il Dio invisibile dalla loro parte, potranno evitare di guardarsi dentro.
Si malediranno l'un l'altro convinti di avere Dio al proprio fianco.
Un Dio creato dalla tua immaginazione lo fai pensare come vuoi tu.
Se ti scegli un Maestro invece, non potrai ottenere lo stesso "privilegio" perché il Guru ha una propria testa e non la cambierà certo per farti contento.
Se le cose della vita ti vanno male te la prendi con Dio, ma non appena miglioreranno lo ringrazierai e lo implorerai di aiutarti ancora e di starti sempre vicino.
Se il Maestro non soddisfa le tue aspettative lo ripudi e quando le cose ti andranno bene penserai: "Tièh! Hai visto che sto bene anche senza il tuo aiuto?"
Sono in molti a non rendersi conto che la ricerca spirituale, il più delle volte, è la ricerca spasmodica di coccole e di attenzioni, di rassicurazioni e conforto e che, si scambia tutto questo per qualcosa di elevato e superiore.
Mistica o filosofia lasciano il posto al bisogno di babysitteraggio e il guru di turno deve essere in grado di fare un po' da mamma, da papà, fratello maggiore, psicologo, imbonitore o perenne consolatore, nella speranza che prima o poi il "bambino" cresca e impari a camminare con le proprie gambe.
In quanto alla fedeltà dei discepoli (o all'amicizia, io preferisco chiamarla così in quanto seguendo la via dello Jnana Yoga opto per la non diversificazione) Schopenhauer ebbe a dire: "Quando sento parlare di sincerità e fedeltà tra certi amici mi vien da rabbrividire; i nemici sì che sono veracemente fedeli nel loro essere sempre nemici!"

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