NUDITA'....

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NUDITA'....

Messaggio Da surya il Mar Dic 08, 2015 10:29 pm

Tu parlavi...ma c'era Pace in quel parlare, c'era un "oltre" che si percepiva nel cobalto dei tuoi occhi. Io ero orfana di cielo e tu hai abbracciato quell'esistenza in bilico come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Portavo in giro la mia vita fra mercati e fiere, ho venduto le pagine sgualcite a un mercante di sogni, certa che avrebbe fatto di esse un'opera d'arte. Devo confessarti che io non credo agli eroi, ma credo in quella carezza d'Amore che asciuga anni di lacrime...
Mi affacciai alla finestra quel giorno....avevo pagato caro il biglietto per lo spettacolo ed ora volevo godermelo attentamente. Notai un mendicante, e già il mio cuore spasimava pensando al suo dolore invisibile...nelle mie elucubrazioni infantili pensai che lui non potesse conoscere la meraviglia di essere uomo, pensai che quell'accenno di sorriso fosse un biglietto da visita per l'ingresso sulla strada principale...
Le foglie sugli alberi, intanto, avevano un respiro sommesso.
Allora non sapevo che esisteva una logica del Cuore...non sapevo leggere, e credo di non saperlo fare nemmeno ora...ma col tempo ho scoperto che ci sono altri tempi, altri spazi, altri infiniti da vivere...
Il mendicante mi guardò lasciandomi entrare nella sua solitudine...e vi incontrai la mia...chiesi il rimborso del biglietto ma non trovai nessuno ad aspettarmi, non sapevo d'aver pagato un'andata senza ritorno... quel che ancora non avevo capito era che il giudizio non era compreso nel prezzo del biglietto... volevo dargli una vita secondo i miei parametri...ma lui aveva la sua...
Il cobalto di quegli occhi era ancora lì, e vi affogai tutti i miei perché...fu solo quando rimasi senza appigli che vidi la sfilata del mediocre...fui mare senza scoglio, fui moto inconsueto nell'immobilità del dolore...compresi, allora, che il santo e il peccatore mi avrebbero abitata per sempre, che avrei baciato il demonio per possederlo fin dentro le mie vene ma avrei sposato un battito d'ali, che avrei pianto bellezza e avrei riso dei tuoi fallimenti, che sarei stata io senza vergogna, Dea del celeste regno e prostituta delle strade senza fine, giudicante e giudicata, arco e freccia, calunniatrice e calunniata... non è vero che ci vergogniamo delle nudità del corpo...è la nudità del pensiero che ci spaventa...
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