Reiki e Placebo (Studio Gayatri natyan)

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Reiki e Placebo (Studio Gayatri natyan)

Messaggio Da natyan27 il Gio Mar 10, 2016 9:05 am

Reiki e Placebo (Studio Gayatri natyan)
Una risposta data in Facebook:
Egregio Signor Stefano, concordo con lei sul fatto che il Reiki, se spiegato come spesso viene spiegato dalla new age americana sia una grossa bufala. Da un giorno all’altro ci si inventa guaritori di qualunque malattia senza nessuna valenza scientifica. Per chi come me ha studiato l’effetto placebo (sarebbe più giusto definirlo più modernamente “risposta placebo”) sa perfettamente che ne esiste un’accezione molto positiva. Non è tanto il Reiki a procurare benessere (se fosse qualcosa di oggettivo dovrebbe ottenere risultati con tutti) quanto il calore umano che un operatore riesce a donare a chi gli si rivolge. Le sperimentazioni scientifiche (in questo caso le neuroscienze) hanno dimostrato che qualunque pratica che induca rilassamento alza i livelli di serotonina, melatonina ed endorfine del buon umore e abbassa i livelli di adrenalina e cortisolo acidi in eccesso con conseguente aumento delle difese immunitarie. Il Reiki perciò, come lei giustamente sostiene, non ha potere terapeutico, quanto piuttosto, tale opportunità avviene grazie al rapporto psico-affettivo che si genera tra “paziente ed operatore”. Questo è il motivo per cui molte persone si rivolgono sempre più a tali pratiche. Credono che il potere delle suddette sia oggettivo, quando invece è soggettivo. Si sa, la scienza convalida solo elementi oggettivi, quindi dobbiamo prendere in esame solo quelli. Cosa è oggettivo nel Reiki (come in qualunque pratica in cui un individuo riesca ad ottenere uno stato di rilassamento)? E’ oggettivo il fatto che, se provo piacere (Placebo deriva etimologicamente dal latino… PIACERO’) nel praticarlo, otterrò gli effetti esposti più sopra. I medici non hanno purtroppo il tempo di occuparsi affettivamente dei loro pazienti, anche se sanno che ciò aumenterebbe il potere stesso dei loro farmaci. Per farla breve, credo che un operatore Reiki non debba sentirsi in nessun modo un sostituto della medicina, dei dottori o di qualunque farmaco, quanto piuttosto donare ai “pazienti” ciò che Ippocrate donava loro un tempo… e cioè l’ascolto, l’attenzione, la consolazione, il conforto …. Perché tutto ciò … è dimostrato scientificamente (la risposta placebo non funziona solo per coloro che hanno fuori uso i lobi pre-frontali) può apportare grossi benefici dal punto di vista psicologico, che poi si riversano anche sul corpo, aumentando le difese immunitarie. Grazie per il suo intervento signor Stefano, perché mi ha dato modo di chiarire e fare selezione… in breve, fare una sana distinzione tra scienza oggettiva e scienza psicologica che di oggettivo ha poco ma che non esclude enormi benefici soggettivamente parlando.
Un caro saluto… natyan
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