Le Tre Forze che sostengono l'Universo: Tamas - Rajas - Sattva

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Le Tre Forze che sostengono l'Universo: Tamas - Rajas - Sattva

Messaggio Da surya il Lun Lug 27, 2015 11:08 pm

L’Universo è sorretto da tre forze, le quali, avvicendandosi, permettono l’equilibrio.

Tamas, in sanscrito, è la forza dell’inerzia.

Se lancio una palla, essa continuerà a volare fino a che non esaurirà il potere contenuto nel lancio, dopo di che rimarrà inerte per un certo periodo di tempo, fino a nuova spinta.

D’altro canto il lancio (attività, cioè Rajas) subirà un’accelerazione sino ad un picco massimo, dopodiché la velocità rimarrà stabile per un lasso temporale, fino a quando comincerà la decrescita della forza.

Il periodo di tempo in cui la palla viaggia ad una velocità costante (né forte né piano) viene chiamato Sattva, che significa anche Purezza, Stabilità.

Tutta la natura “danza” perennemente nei tre stati, saltando da un angolo all’altro del triangolo.

Tamas è assenza di azione, buio, sonno, pigrizia, depressione, apatia, colore nero o grigio.

Rajas è azione, eccitabilità, movimento, desiderio, colore rosso, arancio, fuoco, emotività.

Sattva è purezza, costanza, luce, pace, colore bianco, luminosità tranquillità, dolcezza.

Se osserviamo la Natura noteremo che è sorretta continuamente da queste tre forze. Giorno e notte, lavoro e riposo, colori accesi, luminosi, focosi o spento e tenebrosi, alimentazione amara, dolce o insipida. Tutto serve per mantenere equilibrio e armonia.

Finché però rimaniamo aggrappati al gioco delle “tre forze” non riusciamo a sperimentare lo Stato Superiore che va oltre. Il buio è buio e ci fa paura. Il fuoco è passione e ci avvelena. La purezza che non è in grado di sperimentare la pace anche di fronte al buio e al fuoco delle battaglie esterne, è solo uno stato momentaneo di stabilità. Prima o poi l’ego sarà risospinto alla ricerca dell’eccitazione emotiva che, a propria volta, condurrà allo sfiancamento, cioè all’inerzia e all’apatia. terminato il riposo del Tamas, si darà il via ad una nuova forma di Rajas, con l’avvento di Sattva che tenterà, almeno per un po’ di tempo, di riportare la quiete. Tanto sole e tanto caldo; poi piogge e temporali, infine il fresco. E il gioco ricomincia.

Equanime di fronte agli opposti, al caldo come al freddo, alle buone notizie come a quelle cattive, al successo come all’insuccesso, alla gioia come al dolore, colui che pratica il Raja-Yoga so stacca lentamente dalle forze contrastanti per diventare autonomo e indipendente; finalmente libero dai movimenti della mente.

Nella pigrizia egli è in Pace.

Nel movimento egli è in Pace.

Nella sua Purezza, a maggior ragione, gode la Pace.

Niente più lo turba. Non ha pensieri: Piuttosto sono i pensieri che si muovono in lui, ma lui ne è distaccato, non condizionato, semplice osservatore di ciò che accade nella sua mente, perché è fuori dalla mente, la vede, non ne è coinvolto, è senza attrazioni o repulsioni e, come un fanciullo, assapora il film cosmico della vita.

Tratto da Raja Yoga – La Via della pratica Quotidiana – di natyan

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